Hisoka-chan

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Hisagi cercasi…

hisagi cerca Hisoka-chanIn una mattinata calda, gli studenti del 5°anno, prossimi al diploma, sono alle prese con la simulazione della più difficile prova d’esame: la simulazione di guerra.

All’apparenza sembrava una normalissima scuola, un normalissimo liceo, ma in realtà era un’accademia di addestramento per agenti segreti. Gli alunni venivano istruiti su tutta la cultura generale, e su ogni tecnica di combattimento e spionaggio.

Il campo di battaglia era il cortile della scuola. Solitamente era nascosto sotto terra per non creare sospetti, e venne portato in superficie per l’occasione. Era enorme, sembrava di stare in una città distrutta circondata da una vera e propia foresta. I nostri nemici non erano soltanto le persone, ma anche i più pericolosi animali del pianeta.

La simulazione era iniziata da 23 ore, si sentono esplosioni e spari ovunque, ogni tanto si sentiva qualche urlo. La prova non era affatto leggera, eravamo protetti,  ma le situazioni da affrontare non erano affatto facili, proprio per prepararci al peggio. La stanchezza inizia a farsi sentire, e io ero anche ferita sulla fronte, usciva ancora un po’ di sangue, ma ormai giunti al quinto anno il dolore non ci faceva più paura.

Cercando un posto sicuro per riprendere le forze trovo una porta semidistrutta nascosta dietro dell’erba altissima dove c’era espressamente scritto “vietato entrare”. Non riuscivo a capire se fosse parte della simulazione o no. Quando all’improvviso sento uno scoppio assordante nelle vicinanze e per rifugiarmi entro dentro quella porta. C’erano ancora alberi, alberi e dietro di me un muro in cemento. Mi appoggio ad esso e riprendo un attimo fiato e ho sentito il rumore di alberi che cadono. Mi sono alzata mantenendomi nascosta e non molto lontano ho visto quattro persone che stavano combattendo contro delle strane creature.
Erano vestiti di nero con dei bordini bianchi: un’abbigliamento in stile giapponese. Quelle creature erano spaventose, tutte diverse ma dello stesso genere, erano di colori diversi, alte, grosse con una strana maschera fatta d’osso sul volto. Ce n’erano davvero tante. Questi quattro uomini le combattevano con molta facilità con delle katane che cambiavano la loro forma. Io rimasi immobile a fissarli, non ero in grado di capire se era ammirazione o terrore.

Uno, credo il caposquadra, visto che il suo vestito non aveva le maniche, era moro di bell’aspetto, con dei segni in faccia e la sua katana si trasforma in una doppia falce unita da una catena. Insieme a lui ce n’era un altro con i capelli biondi e altri due con dai capelli scuri. Ad un certo punto colui che presumo sia il caposquadra si volta verso di me, ma anche se ero distante mi sono accorta che ha notato la mia presenza e ha continuato a combattere. Tra me e me mi sono messa a pensare: “cavolo ma è proprio carino!”. Mi do una botta in testa dicendomi: “Ma che cavolo! Non è il momento di pensare a certe cose!”.

Con molta cautela mi sono affacciata e vedevo che la mia migliore amica mi aveva raggiunta, invitandola a seguirmi le racconto brevemente la situazione, e le ho mostrato quei quattro ragazzi che stavano combattendo. Lei non riusciva a vedere nulla. Io sono rimasta stupita, e le ho detto: “ma non lo vedi quel bel ragazzo! <3 _ <3″. Lei, preoccupata, si assicurava che non fossi sotto l’effetto di qualche strano allucinogeno e mi diceva sorridendo: “sei fissata!” Io avevo gli occhi fissi su di loro, anzi su di lui e prima di scomparire il ragazzo moro si è voltato nuovamente verso di me. ^////^ In quel momento ho sentito una strana sensazione, mai provata prima. Non riuscivo a capire più niente. Non sapevo se stavo sognando oppure se tutto questo era la realtà.

Pochi minuti dopo suona l’allarme che stava ad indicare la fine della simulazione.
Siamo andate a fare la doccia e a cambiarci, io ero ammutolita con lo sguardo sognate. Alcune delle mie compagne si sono meravigliate, perché definiscono il nano secondo come il tempo in cui sto zitta. E la mia migliore amica mi guardava sorridendo.

Bene, sfinita dalla dura prova, mi sono fiondata sul letto e non so quanto ore ho dormito. Il giorno dopo non c’era scuola per darci modo di recuperare le forze.
Io vivevo da sola nella mia casa, a volte la cosa mi aggrada, ma spesso mi sentivo davvero tanto sola.
La mattina dopo, sul tardi sono andata a fare spesa nel solito supermercato e il figlio piccolo di una delle cassiere che stava sempre lì, mi ha fatto compagnia come tutte le volte. Con il carrello carico mi avvicinavo alla cassa e .. e.. e.. nella cassa che solitamente non c’era nessuno c’era lui! Il ragazzo moro della simulazione. Divento rossa e gli occhi diventano due mega cuori. Il cuore mi batteva a raffica e per evitare l’imbarazzo vado nell’altra cassa, dove non c’era lui. Il ragazzino si è subito accorto e iniziava a spingermi verso la cassa dove c’era lui. Era giunto il momento di pagare e io stavo proprio dietro a lui, il cuore mi batteva a mille, ma per fortuna sono riuscita a nascondere le mie emozioni.

Ad un certo punto la cassiera, che ormai mi conosceva da tempo, mi ha tirato fuori per l’ennesima volta il solito discorso. Cioè di andare a studiare in America e aprire un’attività di marketing con lei, non appena si fosse licenziata. Io stufa di questo discorso e della sua insistenza, mi sono alterata e ho detto di non ripetermelo più.

Tornata a casa, ho chiamato subito la mia amica e le ho raccontato tutto. E che quindi non ero allucinata. Ero proprio cotta, vittima di un colpo di fulmine. lei, sorridendo, mi invitava a rimanere con i piedi per terra, per evitare l’ennesima delusione, soprattutto prima degli esami. Esatto, i miei unici super poteri erano  di essere invisibile ai ragazzi fighi e di essere presa in giro a causa del mio aspetto non curato. Non ero molto carina.

Il giorno dopo sono tornata a scuola e stavo mezza addormentata, quando ad un certo punto sento una voce nuova di un ragazzo provenire dalla mia aula. Alzo gli occhi era lui <3 _ <3 che chiedeva dove fosse la sezione B. Sono diventata di mille colori e sbavavo a più non posso. I suoi lineamenti orientali e i miei sussulti di gioia, hanno fatto girare tutte le compagne di classe verso di me come per dire “ti piace anche lui -.-, sei patetica, cara”. Sapevano benissimo che avevo un debole per gli orientali. Ma anche loro non sembravano dispiaciute del nuovo arrivato. Che siano tutte rivali in amore? Lui è mio! u_u

Non vedevo l’ora che arrivasse la ricreazione, ed era circondato dalle più fighe della scuola, che gli facevano la corte. -.-’ Ecco lo sapevo, non mi guarderà mai! Infatti perché uno carino come lui dovrebbe guardare una come me?! Va beh, sarà l’ennesimo amore platonico. Non mi guardano neppure i più cessi della scuola, figurati se mi guarda lui, la mia reputazione è quella da “sfigata”. Finite le lezioni sono tornata a casa con aria rassegnata.

Io odiavo quella maledetta scuola, mi piacevano i combattimenti e gli stratagemmi, è per quello che l’ho scelta, ma odiavo tutto il resto, non ero nemmeno un genio. Odiavo me stessa e la mia schifosa mediocrità.

Il giorno successivo, come al solito sono andata a scuola e ho aspettato la prima ora dormendo sul banco come ogni giorno. Mi stavo rassegnando anche con lui. Non ho nemmeno indagato per scoprire tutto di lui, ma tanto l’ho scoperto perché non c’era una ragazza che non parlasse di lui: Shūhei Hisagi – nato il 14 agosto – segno zociacale: leone (almeno siamo due segni di fuoco, visto che io sono sagittario) – altezza: 1,81.

Annoiata della lezione chiedo alla professoressa di andare in bagno. Esco dal bagno e vedo qualcuno che sta venendo dalla direzione opposta, ma era contro luce e vedevo soltanto una sagoma. Man mano che mi avvicinavo, ho visto che è Shuhei. Caspita quant’era bello! *_* Ho trattenuto le mie emozioni e guardavo a terra, come se i miei occhi non avessero il diritto di guardare tutto il suo splendore. Era vicinissimo a me, ci siamo incrociati e ho continuato a camminare come se nulla fosse, quando ad un certo punto ho sentito che qualcuno mi ha fermata prendendomi per il braccio. Ho alzato gli occhi ed era lui, tremavo, ero diventata rossa; lui mi abbraccia forte e mi dice “So che l’altro giorno mi hai visto! Finalmente ti ho trovata! Vieni con me, ti porto via da questo mondo che odi!” E ci siamo dissolti nel nulla mentre ero tra le sue braccia.

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Ho fatto questo sogno un po’ di mesi fa, e lo definisco il più bello di tutti.
E’ stato come una rivincita di quello che ero quando frequentavo ancora il liceo.

 

 

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